La versatilità di Scarlatti con Clementi alla tastiera

Dischi Classica

11 ottobre 2022

Eseguire le Sonate di Domenico Scarlatti al clavicembalo o al pianoforte? Un dilemma ormai annoso e che è stato, se non risolto, affrontato brillantemente grazie all’interpretazione al pianoforte di artisti come Arturo Benedetti Michelangeli. Così la milanese Maria Clementi non ha senza dubbio problemi a scegliere un pianoforte, in questo caso un gran coda Steinway D-274 di Passadoria Brescia, per una scelta quanto mai interessante, pescando nel meraviglioso mare magnum delle 555 Sonate di Domenico Scarlatti. Uno strumento quanto mai versatile dunque, sul quale Clementi ricerca anche quelle sonorità brillanti che possano richiamare il timbro del clavicembalo, come nella Sonata in sol maggiore K260, che pure aveva avuto una possibile realizzazione all’epoca col forte piano e quindi una dinamica di «pian e forte» che qui rientra nell’uso di uno strumento moderno.

Oltre a quella in re minore K1, c’è anche un altro straordinario esempio di versatilità del genio compositivo di Domenico Scarlatti: la Sonata in la maggiore K101 e i suoi meravigliosi arpeggi. 

Luigi Fertonani

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